margherita | 14 Aprile, 2008 07:23
Come si scriveva a suo tempo, "Diffida della Stampa leggi sui muri" ed è proprio un muro intorno a pizza Ghiberti a regalami il miglior commento a queste elezioni:
"TANTO VA LO SCHIAVO ALL'URNA, CHE SI SENTE CITTADINO"
Tra un "i'm pd" e un "meno male che silvio c'è" spero solo che il tutto finisca il prima possibile.
e ricordate che:
"Si può fare, ma anche no"
"Pensiero stupendo, nasce un poco strisciando"
margherita | 06 Marzo, 2008 22:31
Quando un simpatico amico gargoyle mi si posa sulla spalla destra, e la serata libera me lo consente, vado al cinema da sola. Nessuna menata per scegliere il film, orario e cinema. Nessun commento da fare prima e dopo.
Navigando a caso tra i film delle sale fiorentine ho scelto "Persepolis" film di Marjane Satrapi (autrice anche del fumetto) e Vincent Parannaunt, vincitore a Cannes e candidato per la Francia all'oscar come miglior film straniero
Il film d'animazione tramite il racconto autobiografico dell'autrice ci accompagna nella difficile storia iraniana, dalla rivoluzione islamica, alla guerra infinita contro l'Iraq.
Marjane piccola bambina curiosa cerca di comprendere tutto ciò che le succede, marjane adolescente mandata via dal suo paese dai suoi genitori per poter crescere libera, Marjane donna nel suo paese, costretta di nuovo all'espatrio per preservare la sua emancipazione. Temi duri, difficili, nei quali troppe volte è facile cadere in frasi retoriche e sensazionalistiche. Invece la Satrapi riesce a trattare tutto in maniera semplice, divertente, poetica e un po' naif. Dei personaggi secondari ben costruiti, ricchi di particolari, uno spaccato di vita assolutamente reale, chiuso in un tratto bidimensionale, che lascia spazio alla risata e alla commozione.
Il film riesce a mantenere la bellezza e la semplicità insieme all'estrema espressività dei fumetti tipicamente francesi (tra i miei preferiti David B.) senza diventare mai banale, nè cercare consensi. Il tutto condito da una colonna sonora perfetta.
voto: 8,50
margherita | 04 Marzo, 2008 09:41
Sono cresciuta a pane e sport.
Mia mamma era solita entrare urlando in camera mia la domenica pomeriggio, mentre facevo finta di tradurre greco e latino, urlando "E BATIGOAL,BATIGOAL,BATIGOAL.." tutte le volte che l'argentino segnava (ed erano tante ;)
margherita | 13 Febbraio, 2008 02:05
L'idea mi è venuta dalla lettura dei "Sentieri dei Nidi di Ragno" primo libro di Italo Calvino, a mio avviso uno dei più bei romanzi scritti sulla resistenza. Il protagonista, Pin è un ragazzino, troppo grande per i bambini e troppo piccolo per i grandi. Per una serie di motivi e avventurose coincidenze, il cui fattore scatenante è il furto di una pistola ad un ufficiale tedesco, Pin finisce catapultano nel mezzo della guerriglia partigiana (Continua)
margherita | 06 Gennaio, 2008 22:29
Aggiungo questa nuova categoria, dato che da sempre le mie notti sono piene di sogni assurdi e con montaggi quasi cinematografici.. da tempo mi riprometto di scriverli, questo potrebbe essere un inizio. (Continua)
margherita | 06 Gennaio, 2008 03:51
Possibile che un nuovo anno debba necessariamente prevedere il cazzo di resoconto e i fottutissimi buoni propositi per il prossimo anno??
margherita | 15 Dicembre, 2007 20:22
Il primo processo sui fatti di Genova si chiude così:
24 persone condannate a 110 anni da scontare per presunti danni a COSE.
Dall'altra parte, per il Sistema:
Un morto, migliaia di feriti, un carcere clandestino, non hanno colpevoli.
Non che mi interessi, so da tempo che un sistema non condanna, nè tanto meno giudica se stesso.
Ma i paradossi mi hanno sempre divertito molto, anche se il divertimento non accompagna purtroppo la lettura di questa informazione.
Avevo provato a scrivere cose più inteligenti, ma stavo diventanto retorica e patetica. Inutile, meglio parlare di nudi fatti, si commentano da se.
Meglio delle minkiate che scrivo io, leggetevi il comunicato stampa di Supporto Legale
margherita | 14 Dicembre, 2007 00:10
Sarà che ormai non mi verogno quasi più di niente,che il trash è entrato a pieno titolo nella mia vita, ma secondo me questo pezzo di Franco Califano, (icona dell'eccesso degli "splendidi" anni 80'), è davvero molto bello. Putroppo l "Tiromancino" l'hanno presa e cambiato alcune parti del testo, per trasformarlo in uno stupido lamento d'amore..cosa che assolutamente non è..
Tra le altre ho scoperto che Califano è l'autore di "Minuetto" canzone cantata dalla splendida voce di Mia Martini (di cu vi consiglio di guardare il video " "110 cortellate" cantato in coppia con la sorella Loredana Bertè)
margherita | 13 Dicembre, 2007 08:56
Sono più o meno 15 mesi che non vado in vacanza, e il mio sistema nervoso è ormai parcheggiato in quarta fila. Aspetta solo il carro attrezzi. Spero passi presto. (e che sia un treno verso qualche città del Sud che dovrebbe passare mercoledì 19 dicembre :)).
E' chiaro che quando la stanchezza dilaga, le prime che ne risentono sono le relazioni coniugali,che, se per di più, assumono ogni giorno la faccia del matrimonio come noia e quotidianità (consiglio di leggere il racconto "Caffè" della raccolta "Incontro d'amore in un paese di guerra" di Luis Sepùlveda ) diventano quasi insopportabili. Liti per ogni stronzata, incomprensioni, lacrime,rabbia sangue. Du' palle, insomma...ieri notte non avevo voglia nemmeno di tornare a casa e mi sono trascinata al pub dove lavoro fino alle tre e mezzo..ora sono davanti al pc, per evitare ogni tipo di dialogo..quanto meno il blog rinizia a vivere...
Ma tant'è..se Sandra Mondaini e Raimondo Vianello hanno fatto i soldi con le loro noie coniugali, magari mi metto anch'io a fare un serial..o un reality...
La foto è la splendida terra di Corsica, l'ultima vacanza prima di questo anno e mezzo di lavoro folle, agosto 2006....
"populo vivu, populo corso.."
stringiidentirespiradipanciafattiunatisanastringiidentirespiradipanciafattiunatisanastringiidentirespiradipanciafattiunatisana........
margherita | 09 Dicembre, 2007 23:28
Lunedì 10 dicembre L'ANPI nello spazio teatro della Casa del Popolo di Grassina ha organizzato un'iniziativa sulla memoria. Fortuna vuole chee colui a cui hanno affidato il compito di portare questa memoria è Ascanio Celestini un grandissimo teatrante (definirlo attore è riduttivo dato che è regista, autore, musicista..) lo spettacolo, il suo primo "Radio Clandestina"
Se vi capita di vedere il suo nome in cartellone, per chi non lo conoscesse, è quasi d'obbligo andare a vedere il suo lavoro.
Io spero sinceramente di riuscire a vederlo dal dietro palco :)
margherita | 07 Dicembre, 2007 23:11
E anche l'Asilo fisicamente non c'è più.
Un altro spazio di riflessione che viene negato in questa città sempre più grigia e vecchia, tollerante verso la violenza delle istituzioni, sempre più spaventata da ciò che esce dagli schemi, dalla "normalità" e dal pensiero comune.
E' la noia, più che la rabbia che mi fa scrivere. La noia di vedere che tutte le esperienze finiscono nella stessa maniera: nella negazione assoluta da parte della cultura mortifera di cittadini e cittadine.
Non voglio nemmeno sprecare una parola per la montatura giudiziaria che ha trasformato quella che doveva essere una perquisizione in due sgomberi.. le montature giudiziarie sono leggittimate dal contorno culturale. Come diceva un compagno tanto tempo fa "a me non spaventa il poliziotto con il manganello, ma la vecchina beghina che sta dietro di lui, che non aspetta altro che lo usi"
E il terrore che c'è a Firenze sono i luoghi comuni di paura che giustificano ogni tipo di repressione (anche quella di civili cittadini in borghese che si mettono a fare le ronde anti-tossico -negro-albanese) forse abbiamo invidia delle metropoli che non siamo e non saremo mai e c'inventiamo la paura per sentirci un po' capitale europea anche noi.
Firenze è vecchia, aristocratica, odia la confusione, il Kaos, gli eccessi. Firenze è un paesone, provinciale attaccato al 1400 (quasi 1500)
Però ho sempre amato questa città, e la cosa che mi fa più incazzare di me stessa è che ho smesso di provare a fare altro per modificarla nella sua mortifera cultura. Mi sono un po' ingrigita e normalizzata anch'io.
L'asilo per me è stato molto importante, come spazio vuoto di riflesisone, come momeno di passaggio, come nuovo tentativo di confronto e come sconfitta. Forse è il posto che ho sentito più casa mia, e le persone con cui ho vissuto quei pochi mesi, sono rimaste per me in un legame particolare non definito, ma forte. l'asilo non era maturo, era frammentato, pieno di scazzi, ma sicurante sapeva davvero dare "asilo" a tutti quelli che ci transitavano intorno. Firenze ha perso l'ennesima occasione per capire che tutto il terrore che ha è solo una figurina che gli è stata messa sulla faccia, che non pagare un affitto è riprendersi un pezzo di vita e non fare "i furbi", che sentire i desideri del proprio corpo è togliersi di dosso frustrazione-malattie-miseria, che godere è rivoluzionario.
Nobili cittadini e cittadine di Firenze hanno permesso che tutto questo fosse murato dentro un palazzo ormai vuoto e senza senso. Perdendo un'ottima occasione per provare a capire come cambiare un po' la solita routinante vita.
Del resto da tempo il mondo si divide tra chi mette continuamente in discussione ogni certezza e chi non lo farebbe mai anche se questo potrebbe renderli felici. Come da tempo viene scritto sui muri (e fa piacere rivederlo ancora)
"NON E' MAI TROPPO TARDI PER FARSI UN'INFANZIA FELICE"
Con rabbia odio e infinito amore ai compagn* dell'asilo.
margherita | 05 Aprile, 2007 06:29
margherita | 17 Marzo, 2007 09:07
Mi succede sempre così, quando ho una confusione totale in testa, inizio a rimettere a posto la tana. Tolgo la polvere dove mai prima, ripiego vestiti, messi appallottalati e chiusi in armadio, riguardo i libri, riprendo in mano cose scritte da tempo.
Un po' come provavo a fare stasera cercando di togliere lo spam, provando a capire come sistemare questo blog, che sembra già quasi essere morto non appena è nato. mi fa sorridere pensare che ho la mia tana da tenere incasinata anche in rete, mi fa piacere provare a trovare l'energia per rimetterla.
Mese terribilemnte lungo e pieno di complicazioni e decisioni strascicate da prendere un po' sul serio. è dura essere seri se fuori è primavera.
mi sento Margherita stasera, la mia vecchia Margherita, socievole ma solitaria, sorridente ma decisamente pessimista. mi sento Margherita con le scarpe in mano, finito il ballo, finito il ricevimento, finito il suo momento di gloria. Con la soddisfazione, però, di averlo fregato, alla fine, il Diavolo.
Ermetico sì, ma scrivere cosa mi sta succedendo sarebbe mettere, forse, un po' troppo in ordine. E, ancora, non è proprio il momento di fare del tutto chiarezza. Vediamo, continuamo a spolverare, e, per una volta ho voglia di sbagliare, tranquillamente, senza dovermi sentire terribile per questo.
Sto iniziando a accusare un po' troppo la severità.
Galleggio con questo diario virtuale.
Margherita il diavolo il maestro e l'o_dio
margherita | 21 Gennaio, 2007 20:27
Un sabato sera con l'influenza non poteva che concludersi sotto le coperte a guardare un film.
La scelta è caduta, piuttosto casualmente, su Baraka film del 1992, diretto da Ron Fricke.
Ron Fricke è stato il collaboratore di Godfrey Reggio nella realizzazione di Koyaanisqatsi (altrettanto grandioso documentario), il primo della trilogia Qatsi.
Un documentario in cui i dialoghi, le didascalie, le spiegazioni scontate sono assenti, in cui parlano davvero le immagini e la musica. Un'opera di un maestro vero e proprio.
La cosa che mi è sembrata più interessante è la visione lungimirante di Fricke, che anticipa con quasi dieci anni il senso comune sulle problematiche del pianeta.
L'ambiente, il petrolio, la guerra, l'alimentazione, la colonizzazione culturale.
Un viaggio di senso e dei sensi, assolutamente da vedere.
margherita | 21 Gennaio, 2007 05:27
Quattro sguardi femminili hanno dato vita ad EFFE, un'esperimento teatrale che ha avuto la sua prima il 12 gennaio, al centro culturale il Bersaglio.
Abbiamo iniziato a provare quasi per gioco. Non come "Vagine Volanti", come alla fine è passato..ma come coinquiline enon solo.. dai facciamo qualcosa- mentre si prende il caffè la mattina- ok ci troviamo giù domani mattina- avverto camilla, una ragazza che lavora con me, e si parte.
In tutti i sensi- con le prove-con le idee- con gli svarioni
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