margherita | 15 Dicembre, 2007 20:22
Il primo processo sui fatti di Genova si chiude così:
24 persone condannate a 110 anni da scontare per presunti danni a COSE.
Dall'altra parte, per il Sistema:
Un morto, migliaia di feriti, un carcere clandestino, non hanno colpevoli.
Non che mi interessi, so da tempo che un sistema non condanna, nè tanto meno giudica se stesso.
Ma i paradossi mi hanno sempre divertito molto, anche se il divertimento non accompagna purtroppo la lettura di questa informazione.
Avevo provato a scrivere cose più inteligenti, ma stavo diventanto retorica e patetica. Inutile, meglio parlare di nudi fatti, si commentano da se.
Meglio delle minkiate che scrivo io, leggetevi il comunicato stampa di Supporto Legale
margherita | 14 Dicembre, 2007 00:10
Sarà che ormai non mi verogno quasi più di niente,che il trash è entrato a pieno titolo nella mia vita, ma secondo me questo pezzo di Franco Califano, (icona dell'eccesso degli "splendidi" anni 80'), è davvero molto bello. Putroppo l "Tiromancino" l'hanno presa e cambiato alcune parti del testo, per trasformarlo in uno stupido lamento d'amore..cosa che assolutamente non è..
Tra le altre ho scoperto che Califano è l'autore di "Minuetto" canzone cantata dalla splendida voce di Mia Martini (di cu vi consiglio di guardare il video " "110 cortellate" cantato in coppia con la sorella Loredana Bertè)
margherita | 13 Dicembre, 2007 08:56
Sono più o meno 15 mesi che non vado in vacanza, e il mio sistema nervoso è ormai parcheggiato in quarta fila. Aspetta solo il carro attrezzi. Spero passi presto. (e che sia un treno verso qualche città del Sud che dovrebbe passare mercoledì 19 dicembre :)).
E' chiaro che quando la stanchezza dilaga, le prime che ne risentono sono le relazioni coniugali,che, se per di più, assumono ogni giorno la faccia del matrimonio come noia e quotidianità (consiglio di leggere il racconto "Caffè" della raccolta "Incontro d'amore in un paese di guerra" di Luis Sepùlveda ) diventano quasi insopportabili. Liti per ogni stronzata, incomprensioni, lacrime,rabbia sangue. Du' palle, insomma...ieri notte non avevo voglia nemmeno di tornare a casa e mi sono trascinata al pub dove lavoro fino alle tre e mezzo..ora sono davanti al pc, per evitare ogni tipo di dialogo..quanto meno il blog rinizia a vivere...
Ma tant'è..se Sandra Mondaini e Raimondo Vianello hanno fatto i soldi con le loro noie coniugali, magari mi metto anch'io a fare un serial..o un reality...
La foto è la splendida terra di Corsica, l'ultima vacanza prima di questo anno e mezzo di lavoro folle, agosto 2006....
"populo vivu, populo corso.."
stringiidentirespiradipanciafattiunatisanastringiidentirespiradipanciafattiunatisanastringiidentirespiradipanciafattiunatisana........
margherita | 09 Dicembre, 2007 23:28
Lunedì 10 dicembre L'ANPI nello spazio teatro della Casa del Popolo di Grassina ha organizzato un'iniziativa sulla memoria. Fortuna vuole chee colui a cui hanno affidato il compito di portare questa memoria è Ascanio Celestini un grandissimo teatrante (definirlo attore è riduttivo dato che è regista, autore, musicista..) lo spettacolo, il suo primo "Radio Clandestina"
Se vi capita di vedere il suo nome in cartellone, per chi non lo conoscesse, è quasi d'obbligo andare a vedere il suo lavoro.
Io spero sinceramente di riuscire a vederlo dal dietro palco :)
margherita | 07 Dicembre, 2007 23:11
E anche l'Asilo fisicamente non c'è più.
Un altro spazio di riflessione che viene negato in questa città sempre più grigia e vecchia, tollerante verso la violenza delle istituzioni, sempre più spaventata da ciò che esce dagli schemi, dalla "normalità" e dal pensiero comune.
E' la noia, più che la rabbia che mi fa scrivere. La noia di vedere che tutte le esperienze finiscono nella stessa maniera: nella negazione assoluta da parte della cultura mortifera di cittadini e cittadine.
Non voglio nemmeno sprecare una parola per la montatura giudiziaria che ha trasformato quella che doveva essere una perquisizione in due sgomberi.. le montature giudiziarie sono leggittimate dal contorno culturale. Come diceva un compagno tanto tempo fa "a me non spaventa il poliziotto con il manganello, ma la vecchina beghina che sta dietro di lui, che non aspetta altro che lo usi"
E il terrore che c'è a Firenze sono i luoghi comuni di paura che giustificano ogni tipo di repressione (anche quella di civili cittadini in borghese che si mettono a fare le ronde anti-tossico -negro-albanese) forse abbiamo invidia delle metropoli che non siamo e non saremo mai e c'inventiamo la paura per sentirci un po' capitale europea anche noi.
Firenze è vecchia, aristocratica, odia la confusione, il Kaos, gli eccessi. Firenze è un paesone, provinciale attaccato al 1400 (quasi 1500)
Però ho sempre amato questa città, e la cosa che mi fa più incazzare di me stessa è che ho smesso di provare a fare altro per modificarla nella sua mortifera cultura. Mi sono un po' ingrigita e normalizzata anch'io.
L'asilo per me è stato molto importante, come spazio vuoto di riflesisone, come momeno di passaggio, come nuovo tentativo di confronto e come sconfitta. Forse è il posto che ho sentito più casa mia, e le persone con cui ho vissuto quei pochi mesi, sono rimaste per me in un legame particolare non definito, ma forte. l'asilo non era maturo, era frammentato, pieno di scazzi, ma sicurante sapeva davvero dare "asilo" a tutti quelli che ci transitavano intorno. Firenze ha perso l'ennesima occasione per capire che tutto il terrore che ha è solo una figurina che gli è stata messa sulla faccia, che non pagare un affitto è riprendersi un pezzo di vita e non fare "i furbi", che sentire i desideri del proprio corpo è togliersi di dosso frustrazione-malattie-miseria, che godere è rivoluzionario.
Nobili cittadini e cittadine di Firenze hanno permesso che tutto questo fosse murato dentro un palazzo ormai vuoto e senza senso. Perdendo un'ottima occasione per provare a capire come cambiare un po' la solita routinante vita.
Del resto da tempo il mondo si divide tra chi mette continuamente in discussione ogni certezza e chi non lo farebbe mai anche se questo potrebbe renderli felici. Come da tempo viene scritto sui muri (e fa piacere rivederlo ancora)
"NON E' MAI TROPPO TARDI PER FARSI UN'INFANZIA FELICE"
Con rabbia odio e infinito amore ai compagn* dell'asilo.
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