SpaziVuoti

ASILO

margherita | 07 Dicembre, 2007 23:11

E anche l'Asilo fisicamente non c'è più.

Un altro spazio di riflessione che viene negato in questa città sempre più grigia e vecchia, tollerante verso la violenza delle istituzioni, sempre più spaventata da ciò che esce dagli schemi, dalla "normalità" e dal pensiero comune.

E' la noia, più che la rabbia che mi fa scrivere. La noia di vedere che tutte le esperienze finiscono nella stessa maniera: nella negazione assoluta da parte della cultura mortifera di cittadini e cittadine.

Non voglio nemmeno sprecare una parola per la montatura giudiziaria che ha trasformato quella che doveva essere una perquisizione in due sgomberi.. le montature giudiziarie sono leggittimate dal contorno culturale. Come diceva un compagno tanto tempo fa "a me non spaventa il poliziotto con il manganello, ma la vecchina beghina che sta dietro di lui, che non aspetta altro che lo usi"

E il terrore che c'è a Firenze sono i luoghi comuni di paura che giustificano ogni tipo di repressione (anche quella di civili cittadini in borghese che si mettono a fare le ronde anti-tossico -negro-albanese) forse abbiamo invidia delle metropoli che non siamo e non saremo mai e c'inventiamo la paura per sentirci un po' capitale europea anche noi.

Firenze è vecchia, aristocratica, odia la confusione, il Kaos, gli eccessi. Firenze è un paesone, provinciale attaccato al 1400 (quasi 1500)

Però ho sempre amato questa città, e la cosa che mi fa più incazzare di me stessa è che ho smesso di provare a fare altro per modificarla nella sua mortifera cultura. Mi sono un po' ingrigita e normalizzata anch'io.

L'asilo per me è stato molto importante, come spazio vuoto di riflesisone, come momeno di passaggio, come nuovo tentativo di confronto e come sconfitta. Forse è il posto che ho sentito più casa mia, e le persone con cui ho vissuto quei pochi mesi, sono rimaste per me in un legame particolare non definito, ma forte. l'asilo non era maturo, era frammentato, pieno di scazzi, ma sicurante sapeva davvero dare "asilo" a tutti quelli che ci transitavano intorno. Firenze ha perso l'ennesima occasione per capire che tutto il terrore che ha è solo una figurina che gli è stata messa sulla faccia, che non pagare un affitto è riprendersi un pezzo di vita e non fare "i furbi", che sentire i desideri del proprio corpo è togliersi di dosso frustrazione-malattie-miseria, che godere è rivoluzionario.

Nobili cittadini e cittadine di Firenze hanno permesso che tutto questo fosse murato dentro un palazzo ormai vuoto e senza senso. Perdendo un'ottima occasione per provare a capire come cambiare un po' la solita routinante vita.

Del resto da tempo il mondo si divide tra chi mette continuamente in discussione ogni certezza e chi non lo farebbe mai anche se questo potrebbe renderli felici. Come da tempo viene scritto sui muri (e fa piacere rivederlo ancora)

"NON E' MAI TROPPO TARDI PER FARSI UN'INFANZIA FELICE"

Con rabbia odio e infinito amore ai compagn* dell'asilo.

 
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