SpaziVuoti

Genova

margherita | 27 Novembre, 2006 01:23



la prima volta fa sempre male,
la seconda volta ti fa tremare
la terza volta stai li a guardare

La sintesi del rapporto con questa città.

Due giorni per mostrare il lavoro di CartografiaResistenze, "Triangolazioni"
Un tentativo di narrare il gioco delle derive che ha appassionato un po' di gente l'anno passato...
Il contesto è una mostra d'arte contemporanea, "Mappe Resistenti Azioni Artistiche sul Territorio Urbano Interconnesso", in cui sono invitati a parlare/installare, svariati personaggi che hanno sperimentato diversi modi di "attivare/rsi" nell'area cittadina.

Devo dire che la nostra esperienza era un po' diversa da quelle che venivano raccontate, forse per la sua caratteristica di "gioco", o forse, per la volontà di questo gruppo di non partire dal concetto, ma di partire dalla pratica per arrivare poi al concetto.

L'idea di Cartografia parte dalla contraddizione stessa della Mappa.
Le mappe, le carte geografiche sono, in primo luogo, strumenti militari.
E' la forma più violenta e diretta di applicazione di potere su un territorio.

Oggettivano spazio e tempo.

Ma quante volte uno spazio piccolissimo può essere infinito pieno di mondi, e quante volte invece, uno spazio enorme si trasforma un niente?
I luoghi parlano e sono la vita che li attraversa.
un luogo si trasforma nei molteplici luoghi di chi lo vive.

Queste sono mappe diverse, quelle che nascono non per dare "in mano" il territorio, ma per raccontarlo in tutti i suoi livelli, geografici, fisici e emotivi.

E non tutto si può mappare, ci sono cose che vanno sapute cercare, che meritano un po' di fatica per essere raggiunte, o perchè sono  di comunità che si relaziona tra di se con rapporti di conoscenza e fiducia, o perchè diventerebbe subito commerciali se fossero conosciuti da tutt*...

Poi, almeno io, sono gelosissima dei miei "posticini", adoro portarci le persone che amo, e fargli vedere cose di cui in tanto tempo non si sono accorti....

Le città sono fatte di zone chiare e zone scure, sono muri su cui lasciare tracce.

Le derive ti fanno riassoporare esattamente questo.

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