E anche il mio 26esimo anno è arrivato.
Difficile fare un resoconto di quello che è stato l'anno scorso, un anno difficile, di transazione, chiusa in casa, a capire che strada nuovamente imboccare e, sopratutto, come.
Sono severa con me stessa più che con chiunque altro, e i traguardi che mi sono messa davanti sono ancora molto lontani:essere chiara e semplice, non promettersi sempre le stesse cose, sapendo bene di non riuscire a farle, non dire sempre di si a tutto, tralasciando le cose importanti, imparare a confrontarmi con gli altri, senza aver bisogno di impormi e affermarmi.
Poche cose, importanti.Invece che tante tutte insieme.
Era il presupposto e il nome di questo blog, ma è evidente che mi sono allontanata dall'obbiettivo....
Due spettacoli in preparazione (uno davvero impegnativo dal punto di vista di ricerca di materiale e l'altro con una prima alle porte), il mio corso di teatro che entra in una fase delicatissima da gennaio in poi, il mio asilo (in tutt* i sensi) e le relazioni che si porta dietro, le idee di viaggi e progetti, un cane giallo da accudire, conti e contabilità, un'associazione culturale, una stanza nera vuota, la Zecca...
poco vuoto e rientra la confusione, le cose fatte male, dette male, velocizzate e studiate poco. Come si dice dalle mi' parti, un po' tutto arraffazzonato.
Secondo me l'anno si divide così: a settembre fai i fioretti (imparo l'iglese, a usare il computer ecce cc), a dicembre prima verifica (di solito fallimentare) a gennaio ci riprovi, a giugno ti rendi conto che non è andata, ma ormai è estate e quindi che devi fa, e a settembre riparti..
Fioretto per gennaio: "non sottovalutare le conseguenze dei troppi impegni"
Ironia a parte è che mi sono venute le mestruazioni stanotte, dolorossissime, cosa che non mi capita mai,il che mi ha fatto pensare che non sono proprio in forma. Scesa l'adrenalina delle novità e dell'entusiasmo, restano gli impegni. Ed è lì che si vede la differenza.
Ma tutto questo non c'entra niente con il 27 dicembre, giorno in cui sono diventata più grande, e che devo dire quest'anno è stato davvero molto bello. Pranzo all'asilo per cui avevo cucinato un ottimo ragù, la visione in maxi schermo di "Sin City", cena in uno dei miei ristoranti preferiti, e amaro con chiacchiere finali all'immancabile casa del popolo.
Intorno a me le persone che hanno signaficato/significano di più, pochi esclusi. Un mix di tempo, di passati e presenti che s'incontrano, mix anche piuttosto riusciti, devo dire.
Passi gli anni, ti mischi in comunità diverse, ma ci sono persone che non puoi fare a meno di portarti dietro. Rapporti singoli, atemporali che s'interrompono nel momento in cui ti saluti e riprendono con la stessa intensità appena ti rivedi.
Ho avuto poche delusioni, quasi nessuna da questo punto di vista.
Beh niente da fare, oggi sono proprio grigia romantica e anche un po' decadente.
Comunque è normale, fuori piove e Firenze grigia è una cosa incredibilmente melanconica.